Il TRASIMENO

Dopo la vittoriosa battaglia de
La TREBBIA
l' esercito Cartaginese scavalcò agilmente gli Appennini ma, una volta arrivato nelle pianure toscane, dovette combattere contro l'allagamento dei terreni intorno all'Arno che gli costò la vita di numerosi uomini e animali.
Annibale, cieco da un occhio a causa di un'infezione non curata, attraversò queste paludi sul dorso dell'unico elefante ancora vivo dei 37 partiti da Cartagena: Sorus.
Dopo alcuni giorni di marcia finalmente riuscirono ad uscire dalle paludi ed arrivare a Fiesole dove si riposarono e fecero il conto delle perdite.
Ripresa la marcia verso Roma Annibale non si limitò solo ad ignorare la presenza del console Flaminio ad Arezzo ma devastò anche le campagne circostanti.

Flaminio, non poteva sopportare così tanto, fece preparare il suo esercito e si lanciò all'inseguimento del nemico che puntava decisamente verso Roma.
Arrivato nei pressi di Cortona, però, Annibale cambiò bruscamente direzione puntando verso Perugia. Costeggiò il lato nord del Trasimeno e, quando stava calando ormai la sera, ordinò ai suoi uomini di accamparsi nei pressi di Passignano e di accendere i fuochi.

In questo punto, il lago e le colline ricoperte di boschi,sono divise soltanto dal Malpasso, uno stretto corridoio che sfocia in una piccola valle larga pochissimi km.

Durante la notte cavalieri Numidi, Galli, Baleari e fanteria leggera si nascosero sulle pendici delle colline mentre gli Iberi e i Libi restano al campo a fare da esca.

L'indomani, Flaminio, nel suo mantello rosso di console, fece levare il campo all'alba per raggiungere il prima possibile i Cartaginesi che non avevano ancora ripreso la marcia.
Era la sua occasione, sarebbe piombato sui soldati ancora nelle tende sterminandoli e, per non perdere altro tempo, non fece nemmeno perlustrare i fianchi delle colline.

... CONTINUA...

clicca sul logo per tornare ai Luoghi
...clicca qui per voltare pagina...