CAPUA
Ancora il diciassettesimo giorno ma siamo a Capua.
Dopo la vittoria di CANNE
Annibale si diresse verso Capua.
Una città amica e seconda solo a Roma e come grandezza e come ricchezza.
Qui i soldati che avevano attraversato la Spagna, la Francia e l'Italia combattendo
e dormendo in tende, trovarono finalmente riposo. Questo riposo è passato
alla storia come "gli ozi di Capua" città che qualcuno definì
anche "la Canne di Annibale".
Capua era per i Cartaginesi anche una base politica dove le città del meridione si recavano per consegnare le proprie chiavi ad Annibale che, a sua
volta, cercava l'aiuto di altri popoli nemici di Roma come i Macedoni.
Mentre i soldati Cartaginesi si divertivano a Capua
durante le libere uscite, Roma aveva indetto la mobilitazione generale per
costruire un esercito ancora più forte di quello che aveva appena perso.
Inoltre, schierò le sue truppe in modo da sbarrare ad Annibale la strada
verso il mare (Napoli, Pozzuoli e Cuma) e verso la Capitale posizionando i
suoi eserciti a Cancello, a Casilino ed a Cales.
Annibale, infatti, partendo da Capua aveva tentato di
conquistare i porti di Cuma e di Napoli ma, proprio qui, vi subi le prime
sconfitte.
Dopo aver trascorso un solo inverno nella città campana decise di spostare
il campo in Puglia e, i Romani, ne approfittarono immediatamente per riprendersi
Capua.
La cinsero d'assedio e bloccarono tutti i viveri e l'acqua a lei destinati.
La situazione era disperata, Annibale, con i suoi pochi uomini doveva proteggere già la Puglia, la Lucania e la Calabria ma non poteva lasciar soffocare Capua.
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