Le ALPI

L'esercito di 46000 uomini attraversò il Rodano e, per quattro giorni, risalì lungo la sua sponda fino ad incontrare un suo affluente: l'Isere.

Da qui in poi non si conosce con certezza il percorso che lo portò a valicare le Alpi ma molti affermano che lo abbia fatto dal Col du Clapier (Moncenisio, 2482 m sul livello del mare).

Nella valle dell'Isere, Annibale si ritrovò giudice di una disputa per l'eredità al trono tra due fratelli appartenenti a una tribù celtica.
Appoggiando il maggiore (Branco) si guadagnò cibo, armi, scarpe, vestiti, una scorta e anche la vendetta del fratello minore che gli tese delle piccole imboscate fino alle

Alpi.
La scalata non fu affatto facile. Non solo per il fatto di far inerpicare un intero esercito con i suoi uomini, cavalli, carri ed elefanti ma anche perché dovevano far fronte ai ripetuti attacchi delle tribù indigene.
Si racconta infatti della prima battaglia alpina che si svolse pressappoco così:
Là dove la colonna avanzava su una strada che costeggiava un dirupo, gli Allobrogi intensificarono i loro attacchi colpendola dall'alto con sassi e frecce e spingendo molti animali con i loro carichi nel burrone. Era veramente troppo. Annibale diede ordine ai frombolieri delle Baleari di salire fino in cima alla montagna e di li colpire i nemici adesso sotto di loro. Gli Allobrogi vennero messi in fuga ed il loro villaggio, raggiunto dopo poco, forni all'esercito i cavalli ed i viveri prima di essere incendiato.

Dopo alcuni giorni, trascorsi relativamente senza intoppi, ci fu la seconda battaglia alpina.
I Galli, che pochi giorni prima si erano dimostrati amici, accogliendo l'esercito con rami e fiori, lo attaccarono in una gola chiusa da pareti altissime. Annibale, però, che non si era fatto ingannare dai fiori, aveva disposto i viveri in testa e la fanteria pesante in coda dove prevedeva, ed effettivamente si infransero gli attacchi dei Galli ....

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